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I decoder TELEPIU'

Ho letto che le trasmissioni analogiche di Telepiù venivano codificate in Irdeto, una delle famose aziende che produce sistemi di criptaggio del segnale televisivo tutt'oggi (per l'analogico di quel tempo le altre famose erano Nagravision Syster, usato dalla francese Canal+, Discret utilizzato da RAI, e l'altrettanto famoso Videocrypt utilizzato dalla britannica Sky). Il criptaggio analogico in Irdeto dava comunque la possibilità, allo spettatore non abbonato, di intraverdere cosa veniva trasmesso in quel momento, nonostante l'immagine senza decoder risultasse in negativo/positivo, in movimento, bianco e nero e colori altalenanti, tutto alternato continuamente (ricordo però che "giocando" con la sintonia fine del mio piccolo TV riuscvo a stabilizzare l'immagine che si, ballava molto meno, ma rimaneva in negativo e tremolante in modo leggero, e se ti accontentavi.....); non era senz'altro come avviene per il segnale di oggi, digitale, che essendo formato da una serie di 0 e 1 si può fare in modo che una trasmissione codificata risulti, al non abbonato, senza video ne audio.
Per quanto riguarda l'audio ricordo che i primi tempi, a trasmissione codificata, si poteva sentire lo stesso come fosse una trasmissione normale. In seguito fu digitalizzato (per il servizio del doppio audio specie nei film: lo spettatore poteva scegliere se ascoltare il film con audio Italiano oppure in lingua originale). Con la digitalizzazione dell'audio sparì l'audio Italiano, nella trasmissione codificata al non abbonato, per fare posto a messaggi pubblicitari (che quindi gli abbonati non sentivano) in primis, in seguito l'audio, durante le trasmissini codificate, fu tolto del tutto.
Una volta abbonato fui dotato di decoder. Il mio primo decoder. Era marcato DT1000, ed aveva forma squadrata. Aveva dei tasti rettangolari, sottili, un display digit che indicava il numero di canale sintonizzato in quel momento, e due led indicanti la traccia audio scelta. Sul retro non aveva la classica presa SCART bensì due prese DIN. Tali prese avevano le stesse funzioni della presa SCART, ma a quel tempo era necessario reperire il cavo apposito (DIN - SCART) per collegarlo al TV, altrimenti si utilizzava la presa antenna in uscita per collegarlo all'ingresso antenna del TV. Si trattava del primo modello proposto dalla Pay TV.  Mi fu sostituito dopo poco per un guasto.
Primo DT1000 Telepiù - Modello squadrato
(foto sopra: il primo modello di decoder che Telepiù mise in commercio nel 1991)

Questo modello di decoder, così come i DT1000 e 2000 stondati, viene anche citato come Cablecrypt, in quanto il sistema di codifica e distorsione immagini era nato via cavo, e successivamente portato via etere.
Il tuner di questo decoder si guastò dopo qualche tempo e il decoder iniziò a non agganciare bene il segnale. Mi fu sostituito sempre con un modello DT 1000, ma esteticamente diverso:

Secondo Decoder Telepiù DT1000
Il DT 1000 più stondato durò molto più tempo. Non ho mai capito la differenza tra i due DT 1000; il funzionamento era identico, ed anche il telecomando era compatibile, infatti ricordo che mi fu sostituito soltanto il decoder. Immagino che la differenza stava nella versione di scheda madre interna.
A casa di un amico vidi lo stesso decoder stondato ma marcato DT 2000. Anche qui credo fosse la versione di scheda madre a fare la differenza (miglioramenti di stabilità elettronica e risoluzione di bug), aveva stessa estetica e stesso telecomando, l'unica differenza appunto era il marchio DT 2000.

Terzo Decoder Telepiù DT2000
L'ultimo modello di decoder in circolazione era marcato ComCrypt 4000, si tratta del progetto Cablecrypt 2 rinominato poi ComCrypt. Una differenza sostanziale era la gestione dell'audio stereo. Era molto più piccolo come dimensioni, rispetto ai predecessori DT 1000 e 2000. Aveva due prese SCART sul retro al posto dei connettori DIN. I pulsanti erano tondi e, come per il primo DT 1000, erano colorati per agevolarne la distinzione. Eccolo:
Quarto Decoder Telepiù ComCrypt 4000
Sicuramente si tratta di una reingegnerizzazione del DT 1000, molto più piccolo, ma stesse funzioni, stesse prestazioni. In rete si trovano alcune varianti del ComCrypt 4000, come ad esempio la versione I, scritta di bianco accanto al numero 4000, e la versione M, scritta di blu, sempre accanto al numero 4000. Anche in questo caso credo si tratti delle diverse versioni di scheda madre per rinnovamenti tecnologici e risoluzione bug.
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